La 1.3.1 – Definizione di procedure sperimentali per la qualifica delle prestazioni di celle e moduli a ossidi solidi commerciali operanti in modalità elettrolitica

Obiettivo 1: Produzione di idrogeno
verde e pulito

REFERENTE/I

Davide Pumiglia – ENEA

davide.pumiglia@enea.it

Attività

L’attività ha l’obiettivo di sviluppare protocolli di testing standardizzati per valutare in modo chiaro, affidabile e confrontabile le prestazioni di celle e moduli a ossidi solidi (SOEC), impiegati nella produzione di idrogeno tramite elettrolisi. L’adozione di protocolli comuni è fondamentale per garantire risultati ripetibili e comparabili tra diversi laboratori e contesti applicativi, facilitando così la validazione e l’ingresso sul mercato di nuove tecnologie. I protocolli definiranno in dettaglio le condizioni operative e i criteri di misura, includendo l’uso di tecniche elettrochimiche consolidate come le curve di polarizzazione (IV) e la spettroscopia di impedenza elettrochimica (EIS). Le procedure saranno testate e ottimizzate su celle singole e su piccoli moduli per assicurare affidabilità, riproducibilità e chiarezza nella valutazione delle prestazioni, contribuendo a costruire una base solida per la qualifica tecnica dei sistemi SOEC.

Figura 1Rappresentazione concettuale dell’attività per lo sviluppo e la validazione di protocolli standardizzati per la qualifica delle prestazioni di celle e moduli SOEC.

Risultati

Nel progetto, è stato avviato un percorso metodico per definire protocolli sperimentali di qualifica per celle e moduli SOEC in elettrolisi. In una prima fase, estrapolando e armonizzando quanto già presente negli standard nazionali e internazionali esistenti (IEC, JRC, progetti europei), sono state analizzate tecniche di caratterizzazione elettrochimica (curve IV, EIS), temperatura, composizione e portate dei gas. Questo ha permesso di sviluppare dei protocolli preliminari come base per le future procedure standardizzate.


Tale protocolli sono stati testati su short-stack , permettendo di individuare i seguenti risultati:


(i) la modalità di misura e i tempi di stabilizzazione influenzano la qualità dei dati elettrochimici;
(ii) temperature più alte migliorano l’efficienza elettrochimica;
(iii) portate maggiori e più vapore favoriscono prestazioni più stabili;
(iv) i protocolli sono stati affinati per aumentarne affidabilità e ripetibilità.
È ora in corso una campagna di durabilità di 1000 ore per validare i protocolli in test di lunga durata

Figura 2Risultati variazione dei parametri elettrochimici

Figura 3 – Risultati – protocolli armonizzati su temperatura, variazione di portata e variazione di composizione


Team di ricerca

Davide Pumiglia (ENEA)

Francesca Santoni (ENEA)

Alfredo Zingone (ENEA)

Yuri de Pra (ENEA)

Luca Riccio (Uni Parthenope)

In collaborazione con:
Università degli Studi di Napoli Parthenope


Documenti